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di Francisco La Manna


«Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza».

A. Gramsci

Belle 'ste parole eh? Ma... un attimo, fermi tutti, state boni: la prima parola l'avete letta?

"ISTRUITEVI"!

E' inutile "agitarsi" ed "organizzarsi" in Piani di Salvezza Nazionale se prima non impiegate "un po' " di tempo a ricercare la giusta strategia da ingaggiare nei prossimi combattimenti.

STUDIANDO, ovviamente, non facendo finta...
Perchè faccio questa premessa? Eh beh... purtroppo ieri è uscito un nuovo articolo dell’Avv. Francesco Carraro dove si rilancia con più forza, in maniera ostinata e contraria al buon senso economico, l’idea di una nuova lira. Precisamente questo. Daje a ride!

Immagino che gli sceneggiatori della serie "La casa di Carta" stiano già prendendo appunti per un nuovo sequel, e che Carraro sia prossimo ad entrare d'imperio nel cast, magari come sostituto del compianto "Berlino".

Ora, si da il caso che avrei voluto evitare sia a me la fatica di scrivere questo mio appunto, sia ai pregiatissimi lettori del sito il disturbo di dovermi leggere: ma giuro che non è colpa mia! Tutto è cominciato perchè si è verificato uno spiacevole inconveniente: il commento da me posto in calce al suddetto articolo è stato segnalato a Disqus come spam e cancellato, per cui, ahimè, lo capirete da soli, mi trovo costretto a formulare questa "critica della ragion stupida", direttamente dal mio spazio personale, che grazie agli amministratori e al prof. Rinaldi, nessuno mi ha mai negato.

Mai accaduta una cosa simile prima d'ora su Scenari Economici! Evidentemente il mio ripasso di economia&diritto avrà infastidito qualcuno, che non potendo replicare in merito, ha pensato bene di riservarmi quella stessa censura tanto cara alle elites dominanti.

Ma non vi preoccupate: cercherò di essere quanto più breve ed esaustivo possibile. Anche perchè l’argomento è stato più volte da noi affrontato nel corso di questi anni, tanto che, ingenuamente credevamo di aver chiuso da tempo l'annosa controversia su questo tema. Almeno ci speravamo sul piano teorico: poi certo, può succedere che nel cammino impervio dei dibattiti sui social, ogni tanto si schiaccia involontariamente qualche signoraggista, ma... gnente de che, pe' na zanzara ce se piagne de più.

E invece no: le strade che conducono "a qualsivoglia idiozia giuridico-economica che sottovaluti grossolanamente il rigido (e chiaro) ordinamento giuridico europeo" , non solo sono infinite, ma anche insospettabili. Per cui mi immolerò sacrificandomi per l'ennesima volta, con la speranza che in tal guisa risponderò anche agli sbadati&sbiaditi amici, promotori del cosiddetto "Piano di Salvezza Nazionale"

Orbene, veniamo dunque al sodo. Mettetevi comodi.
Mi spiace iniziare ribadendo che l’avv. Carraro, secondo il mio modesto avviso, ignora completamente il funzionamento del sistema monetario, trascurandone anche la stretta correlazione con il sistema fiscale.

Premesso che:

  1. esiste soprattutto una gerarchia delle fonti giuridiche! E partendo dal basso verso l'alto, ci imbattiamo prima in questa qui:
    art 1277 cod. civile: "I debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale.”

  2. poi, non paghi, proseguendo incontriamo una fonte gerarchicamente superiore qui:
    art 128, 1co TUE: "La Banca Centrale Europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote in euro all'interno dell'Unione. La Banca Centrale Europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca Centrale Europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell'Unione".

Adesso fate bene attenzione, perchè il vulnus della questione si incentra proprio sulla presunta differenza che dovrebbero avere per la BCE, i termini "banconote" e "biglietti di Stato" (o "statonote"). Differenza che smonterò a breve.

Non prima però di riprendere un presupposto fondamentale, per cui la moneta ha valore come mezzo di pagamento in quanto estingue le obbligazioni che sono giuridicamente sottoposte alle legge del paese che la adotta come moneta legale. Dunque una moneta così concepita dall’Avv. Carraro, non potendo essere utilizzata dai Trattati per pagare le tasse, avrebbe un valore pari alla carta igienica.

(Certo, non è da tutti avere in casa della carta igienica stampata dalla Zecca di Stato, ma al di là di tale singolarità, temo che gli utilizzi non possano che essere i medesimi, probabilmente più scomodi visto che non verrà distribuita in rotoloni.)

Anche la Banca Centrale Italiana si è espressa chiaramente a riguardo: "La Banca d’Italia precisa anzitutto che sulla base della normativa internazionale e nazionale, l’unica forma di moneta legale - ossia dotata del potere di estinguere le obbligazioni in denaro - è la moneta emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE)"

Storicamente, in Italia il biglietto di Stato, emesso su decreto del Ministero del Tesoro, ha svolto la funzione di MONETA DIVISIONARIA, dunque di piccolo taglio e di modesto impiego, insieme con le monete metalliche di taglio inferiore, fino al 1985, anno in cui ne è stata decretata la cessazione del corso legale. Peraltro ricordo che nel 1985 l’Italia non aveva adottato l’euro e non c’erano stati ancora il consolidamento del TCE (2002) e l'entrata in vigore del TFUE (2009). Per cui paragonare l’esperimento della nuova lira al biglietto di Stato emesso da Moro, mi pare senza consecutio macroeconomica. (Per approfondire questi aspetti storici suggerisco la lettura del testo “Le avventure della Lira”, di Carlo M. Cipolla)

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Dunque, ora viene il bello.

Come indicato nel REGOLAMENTO (CE) N. 974/98 DEL CONSIGLIO del 3 maggio 1998 sull'introduzione dell'euro, si usa espressamente il termine "unità di conto" ("currency unit" e "unit of account") per fare riferimento alla neo moneta denominata Euro (si vedano in particolare gli articoli 1, 3, 3, 4).
Pertanto quando nel TFUE, all'art. 128 si citano "banconote" e "monete" si deve far riferimento a quanto sancito dal regolamento de quo. Peraltro, c'è già un precedente storico, ossia un parere della Banca centrale Europea del 24 gennaio 2002 su richiesta del Ministero dell'Economia francese riguardo due progetti di decreti, concernenti l'abrogazione dello status di moneta a corso legale di banconote e monete denominate in franchi francesi (CON / 2002/6)

Più volte ho cercato di spiegare invano all’esimio avvocato Carraro che l’inutilità della sua proposta era già emersa nel 2012, quando l’economista americano Mathew Forstater cercò di lanciare il “Nido” de L'Aquila, una moneta pubblica locale per ricostruire la città dopo il terremoto. Si apprese infatti che giuridicamente il comune non poteva imporre una tassa denominata in “nidi", poichè tale provvedimento sarebbe stato contrario ai trattati europei; ed essendo equiparabile ad una moneta complementare tra privati, dunque di natura fiduciaria, non avrebbe risolto un bel nulla perchè non accettata dagli stessi cittadini aquilani. Ritornate dunque al concetto di carta igienica di cui sopra.

Si faceva altresì notare che in tutt'Europa esistono GIA' centinaia di monete complementari, nulla di nuovo sotto il sole di Bruxelles: in Francia, in Germania, o in Sardegna dal 2010. Esse hanno quasi tutte il pregio di risolvere i problemi legati alle giacenze di magazzino delle aziende, dando respiro al commercio nel breve periodo, ma trattandosi di un circuito di credito commerciale dove le aziende si fanno credito a vicenda con questa valuta digitale, non hanno la capacità e la forza necessarie a rilanciare anticiclicamente l’economia di un Paese.

Si conclude a questo punto che, se si vuole trovare un rimedio provvisorio al disastro dell’Euro, occorre NON sprecare il proprio tempo libero

dietro a scorciatoie inutili, ma impiegarlo a studiare/rilanciare in alternativa i minibot di Claudio Borghi, o i ccf di Marco Cattaneo e Stefano Sylos Labini, poiché quantomeno questi sono fondati su crediti d’imposta differiti; in ultima analisi, sarebbe più utile fare informazione sulla necessità di stracciare i Trattati e di pensare ad una Italexit, come fa l'avv. Marco Mori da tempo (magari sarebbe d'aiuto leggere di più Luciano Barra Caracciolo, uno dei pochissimi magistrati

che oggi conoscono a menadito il diritto nazionale ed internazionale, e soprattutto che conoscono il funzionamento della macroeconomia).

Ma cari ragazzi, ve lo chiedo per favore: cercate di mantenere allenata la memoria! Evitate di proporre soluzioni così ridicole e dannose per il nostro Paese! Dismettete gli abiti egotici e autoreferenziali del NAZI-signoraggista! Lo dico sia per la credibilità della causa comune, ma soprattutto per la vostra credibilità: altrimenti correrete fortemente il rischio di essere smontati in due secondi netti dalle obiezioni di un Sandro Gozi qualunque!

Orsù dunque... ISTRUITEVI!

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